FACCI CASO

FACCI CASO
Ti è mai capitato di non voler vedere o sentire qualcosa?
Credo di sì, siamo anche fatti di ferite, sei un essere umano ed esisti nel mondo.
Hai l’abitudine a farci caso? Ne sei consapevole?
Quando lasciamo fuori dalla porta ciò che accade, o peggio, ciò che proviamo mentre accade, alimentiamo quella che la saggezza indiana chiama Avidya: l’ignoranza, la non-conoscenza della realtà per quella che è. Se non porti conoscenza (Vidya) e presenza (Sati) ciò che resta fuori non può essere compreso, trasformato e curato. Senza comprensione quel “fuori” finisce inevitabilmente per governarci dall’ombra. Sì, ci vuole coraggio e allenamento per lasciar entrare, per vedere.
Se cerchiamo di non accogliere ciò che accade, se non lo facciamo entrare e non lo esploriamo, illudendoci che non vedendolo magari scompaia, perderemo un’occasione per crescere, congeleremo il flusso del nostro divenire, impediremo l’evoluzione e andremo in contro alla solita sofferenza (Dukkha).
Rifiutare un evento non lo cancella, lo congela in un tempo sospeso. Se non “impariamo la lezione”, apriamo la porta alla ripetizione. Ripetere è il meccanismo del Samsara; quel dolore, quella dinamica, quel sasso sul sentiero tornerà a ripresentarsi fino a che non avremo visto e compreso.
Hai le condizioni per restare presente a ciò che ti sta accadendo?
Hai il coraggio e gli strumenti per essere consapevole?
Se si sei nel processo del Samyama (concentrazione, visione profonda, liberazione), se no è l’ora di metterti su un cammino che porti in se queste qualità interiori.
Perché resisti?
I motivi chiaramente sono molteplici, siamo una meravigliosa complessità, però forse e se osservi più attentamente, resistere non accade solo per la gravità del fatto, ma spesso per la paura di scoprire una propria misteriosa responsabilità o inadeguatezza. La vita però è un insegnante che non sente ragioni e non permette di saltare gli esami. Se non studi la lezione del “sentire”, verrai rimandato alla sessione successiva, con lo stesso dolore, sotto altre forme.
Ora se vuoi hai la possibilità di portare il cuore nel presente e fermati un istante.
Cosa stai tenendo fuori dalla porta oggi?
Quale parte di te o della tua realtà stai etichettando come “nemica”?
La pace non abita nel rifiuto, ma nella consapevolezza dell’Adesso. Non servono armi, né distrazioni digitali di massa. Serve solo il coraggio di stare dentro a quello che c’è.
Porta il cuore nel presente. Senti il peso dei piedi a terra, il respiro che entra ed esce. Stai lì. Senza giudizio, solo con il tuo sentire. È qui che c’è la meditazione, la guarigione.
“Avete il diritto di accettare e rifiutare, ma quando rifiutate non chiudetevi: rifiutate la situazione, non rifiutate di imparare.”
Chogyam Trungpa

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