SENTIRE

Dovremmo essere una società “evoluta”, capace di curare le ferite inflitte alla Terra. Invece, siamo ancora incastrati nella legge del più forte. Siamo ancora giovani e incoscienti. So che è stupido semplificare ciò che è complesso, ma chi pensa che la violenza sia una soluzione è solo una persona profondamente ignorante e spaventata. È avvilente che, nel duemila ventisei, per cercare pace e benessere sia ancora conveniente impugnare un’arma.

Più che “fuori di testa”, siamo tragicamente fuori dal cuore.

La pace non è l’assenza di conflitti, quelli sono naturali e vitali, ma è un allenamento costante all’accoglienza, alla lentezza e alla memoria del corpo. Le armi sono l’opposto di questa condizione.

Ti chiedo e mi chiedo: stiamo allenando queste qualità? Sappiamo gestire un contrasto senza prevaricare o soccombere?

Nella società della performance e della menzogna, il prodotto principale è la paura. La paura paga per chi vende. Biochimicamente, la paura fa collassare le nostre risorse interiori; la pace, invece, le armonizza. Quando siamo in allarme costante, il cuore si chiude e il portafoglio si apre; la mente smette di vedere orizzonti semplici e luminosi. Restano solo arroganza, chiusura e, inevitabilmente, guerra.

Guerra, un morbo che infiamma i corpi e sposta i valori. Nietzsche diceva: “quando l’umanità diventa gregge, vuole l’animale capo”. Il problema non sono i singoli leader: la leadership è il frutto, il sistema-gregge è la pianta. È inutile recidere il “frutto marcio” se non agiamo sulla pianta che lo nutre. L’egoismo del potere è una malattia da cui possiamo guarire attraverso una radicale presa di coscienza. Non possiamo fermare tutte le armi del mondo, ma possiamo decidere di non essere noi stessi un’arma. Si può fare.

Ora rallentiamo e fermiamoci un attimo. Se non possiamo cambiare il sistema globale, abbiamo il dovere di proteggere la nostra realtà interna attraverso il SENTIRE. In questo rumore digitale dominato da algoritmi e AI, fermarsi a sentire senza armarsi e reagire è diventato un atto rivoluzionario e maturo.

Per noi che amiamo praticare la consapevolezza e il cammino, la pace a da diventare dinamica, a da scendere dal cuore all’azione. Dagli smartphone alle foreste.

La consapevolezza è conoscenza dell’energia ad ogni respiro, in ogni passo (Prana Vidya). È un atto di uguaglianza dove la piramide del potere si sgretola per lasciare spazio a cerchi di condivisione.

Se non hai respirato e camminato consapevolmente ieri, fallo oggi, fallo ora.

Il bene-stare non è una chimera in mano a pochi affaristi, né un progetto per pochi, è un sentiero che si costruisce con le realizzazioni che emergono dal sentire. Un passo alla volta, ora dopo ora, e poi insieme. Siamo tutti interconnessi.

Nico

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