CHE COSA POSSO FARE IO PER SOSTENERE LA PACE, LA BELLEZZA E LA SPERANZA IN QUESTA CONTEMPORANEITÀ COSÌ INSANAMENTE E IMMATURAMENTE PAUROSA?

La pace non è soltanto un’idea, ma è una pratica quotidiana che nasce dal cuore di ogni individuo. Sì, anche io e anche tu POSSIAMO FARE QUALCOSA. Possiamo essere parte della soluzione e non del problema. Abbiamo la responsabilità di fare qualcosa. Essere pace.
La pace si sostiene ogni giorno, proprio come l’amore, la democrazia e la presenza. La pace ci porta a stare con la sofferenza e le sue cause. Richiede sforzo e non-sforzo, azione e non-azione. La pace è una pratica, un cammino e, al contempo, è l’essenza del non-attaccamento, la spontaneità della nostra Natura ultima a prescindere dal nome che gli dai.
Non giudicare, prova! Guardati allo specchio… ora!
Forse lo sapete, forse no, ma negli Stati Uniti ci sono dei monaci della tradizione buddhista che stanno camminando proprio ora per la pace. È la “Walk for Peace” ( Walk for Peace).
Sono partiti il 26 ottobre 2025 da Fort Worth, in Texas. Hanno scelto una forma di testimonianza antica quanto radicale e che amo: camminare.
Quasi 2.300 miglia (circa 3.700 km) a piedi fino a Washington D.C., con arrivo previsto a fine febbraio 2026.
Questa lunga marcia NON è una protesta politica contemporanea (che è merda e divide), né una semplice curiosità di cronaca (che è merda e consuma). È un gesto simbolico e meditativo che intreccia, in un momento storico di profonde tensioni sociali, la pratica spirituale, i diritti umani e l’attualità.
Walk for Peace è una testimonianza civica, una pratica di non violenza attiva. Richiama a riflettere sull’urgenza di un cambiamento profondo ed etico nella tua mente cuore e così, per osmosi, nella società. Non è in opposizione a qualcuno, è un invito aperto a ciascuno a riscoprire il valore della gentilezza e della consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Si anche tu, anche io, possiamo fare qualcosa di concreto e sostanziale per non cadere nell’ignavia o peggio nella mischia del terrore.
In un’epoca segnata da crisi globali, la camminata di questi monaci pone una domanda scomoda: che spazio c’è, oggi, per una pace che non sia solo retorica? La loro risposta non passa per manifesti, ma per il corpo che cammina e che medita, per la fatica condivisa e la vulnerabilità esposta lungo l’asfalto.
In un mondo abituato al rumore e alla velocità, il loro silenzio e la loro lentezza è una forma potente di resistenza spirituale e civile.
Ora, tu che leggi (se sei arrivato fin qui): cosa puoi fare nel tuo presente?
La mia risposta è quella di COLTIVARE OGNI GIORNO IL SEME DELLA PACE E DELLA CONSAPEVOLEZZA.
Non perdere l’occasione.
Se non ora, quando?
Oltre ad invitarvi ad intraprendere un PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA per integrare tutti i piani dell’essere. Io lo faccio sia in cammino che nei residenziali che online, se vuoi informazioni, contattami.
Ti consiglio di ascoltare questa puntata di “UOMINI E PROFETI”, che spiega, certo meglio di me, il senso della pratica:
Parti da te e da te muoviti verso gli altri. Respira. In fondo, non è un gran che!