
Mi auguro e ti auguro un anno di lucida, attenta e creativa presenza. Un tempo da vivere senza ferire né auto ferirsi.
Il 2024 a livello planetario è stato un ennesimo oltraggio alla vita; guerre, genocidi, pettegolezzi, incuria, abusi. Follia che perdura. Ogni giorno probabilmente ti poni la domanda sul che fare. Che posso fare?
Fortunatamente ci sono tanti modi per agire a sostegno di un’umanità diversa, fatta di individui semplicemente migliori, educati a sostare nell’ascolto. Ognuno con i propri talenti può contribuire ad una società meno impaurita ed isolante.
Il mio apporto quotidiano alla non violenza è principalmente quello di familiarizzare con il mio “paesaggio interiore”, accogliermi, trattare con le varie ferite e tensioni che affiorano in questa danza dell’equilibrio che è l’esistenza. Scelgo, a volte vacillando, di sostenere le mie risorse interne, ciò che il Buddha ha chiamato i quattro incommensurabili stati mentali (i Brahmavihara): l’equanimità, la compassione, le gioia e l’amore .
La coltivazione delle quattro “dimore divine” è un’azione concreta e valorosa da celebrare ogni giorno, è un contributo alla pace, è l’intima messa in pratica dell’arte di vivere nella fiducia della bellezza.
L’equanimità è la parte razionale del cuore, la mente. E’ vedere le cose con il distacco salutare della saggezza discriminante, è vedere gli opposti nella loro unità.
La compassione è la parte emotiva della mente, il cuore. Significa lasciarsi toccare dalla sofferenza altrui, senza evitarla né prenderne le distanze. È un’apertura che permette l’emergere di sentimenti di comprensione, gentilezza e il desiderio di offrire cura. Significa comprendere gli errori come parte dell’esperienza condivisa della fallibilità umana. L’equanimità e la compassione sono azioni nel mondo interiore.
La gioia non è la felicità effimera, se pur necessaria e valoriale; la gioia è la contentezza delle non separazione frutto di una mente cuore illuminate da equanimità e da compassione.
L’amore è amicizia, è desiderio sincero e non violento di comprensione profonda sul proprio senso e sulla propria evoluzione interdipendente con tutte le manifestazioni dell’universo. La gioia e l’amore sono azioni nel mondo esteriore.
A vedere bene nei quattro stati incommensurabili non c’è né un dentro, né un fuori e poi, chiariamoci, praticare i Brahmavihara non significa accettare tutto, anzi, è scegliere e lottare con gli strumenti del bene comune.
Puoi sentire la potenza trasformativa in tutto questo?
Riesci ad accoglierti e a discernere?
buon 2025
Nico